Con questo articolo vi presento un modo diverso,sportivo e spettacolare di insidiare il cavedano sul grande lago.
Nello specifico in questione il Lago di Como.

Si tratta di affrontare il lago quando questo è sferzato dal vento, che increspa l’acqua e nasconde perfettamente la nostra insidia.
Ottime le giornate mosse dal vento del nord: il Tivano

Si utilizzano i minnows di tipo galleggiante, di misura preferibilmente intermedia (7-9 e anche 11 cm) che verranno truccati come quello in foto.

In questo caso la paletta del minnow in questione, un rapala original, colore silver, è stata scaldata con acqua molto calda e poi piegata, con cautela, con una pinza fino a farla risultare perpendicolare rispetto al piano di galleggiamento dell’esca stessa.


( bel cavedano preso da Michele,13 anni, usando un minnow modificato come nella foto e fatto strisciare a galla: bravo Michele!)

In questo modo si ottiene un minnow con un affondamento (a lento recupero) praticamente nullo ottenendo con successo il genere di recupero che vado ad illustrarvi.

Bisogna recuperare l’esca a canna bassa e riprendendo molto lentamente il filo con il mulinello e facendo tremare o scuotere il cimino nel frattempo.

E’ molto utile tenere il cimino basso e puntato verso il largo, poichè occorre ferrare rapidamente non appena si manifesta l’abboccata in superficie con un movimento deciso della canna portato lateralmente.

Di solito il cavedano rompe con una sonora bollata la superficie dove il nostro minnow nuota, ma può accadere di vederlo rincorrere e smuovere l’acqua intorno all’esca cercando di verificare la vivacità della “preda” fino all’assalto finale… (situazione spettacolare, occorre molto sangue freddo…. e saper aspettare il momento buono per piazzare la ferrata!…Tutto in pochi attimi, palpitanti.).

Talvolta si può assistere ad un grosso risucchio che fa affondare l’esca, questo genere d’ attacco lo portano frequentemente i grossi cavedani …….

All’inizio dopo aver lanciato le prime volte con questa tecnica risulta essere difficoltoso seguire il movimento del nostro pesce-esca; innanzitutto questo metodo richiede concentrazione e attenzione, consiglio di fare i primi lanci non troppo lunghi imparando a distinguere il movimento del minnow dal moto ondoso.

Infatti se teniamo bene l’esca durante il recupero sul pelo dell’acqua siamo in grado di distinguere la sua leggera scia dal movimento d’acqua circostante.(in sostanza, non vediamo fisicamente il minnow, ma il suo lavoro in superficie fino a quando non arriva vicino a noi….)
Comunque, dopo averci fatto l’occhio, non sarà in seguito difficile seguirlo anche con moti ondosi più forti.

I posti da battere sono quelli dove le prede abituali dei ciprinidi, ovvero le alborelle, bazzicano solitamente: quindi imbarcaderi, porticcioli, rimessaggi di barche e aree circostanti.
Si possono trovare cavedani al seguito delle loro prede anche in luoghi diversi da quelli indicati, basta notare le cacciate quando sono in attività.


Cavedano catturato dall’autore col metodo dell’articolo, tra le barche ormeggiate di un rimessaggio.

Ecco qualche cenno sulla attrezzatura più adatta:
una canna da spinning di lunghezza tra i 7’6” e i 8′ (230-245 cm) ad azione rapida, che lanci effettivamente fino ai 20- 25 grammi.
mulinello di taglia piccola o media caricato con un nylon o fluorocarbon di diametro 0,18 o 0,20,max uno 0,22..
minnows galleggianti (i Rapala sono sempre il meglio…) tra i 7 e gli 11 cm dalla livrea naturale; (io uso il silver, basta e avanza ma si sa, si può sperimentare…) annodati preferibilmente sull’occhiello dell’esca senza l’ausilio di un moschettone, per lasciare la massima libertà di movimento alla stessa.

Rifate frequentemente il nodo,ve lo raccomando.

I momenti migliori sono le mattinate ventose, quando sul lago spira una discreta brezza che increspa bene l’acqua, magari con un cielo velato o coperto. Anche i periodi piovosi e nuvolosi sono ottimi in tutte le fasi della giornata.

Periodi buoni? praticamente tutto l’anno, anche se le stagioni di mezzo si sono rivelate le migliori.

Anche in pieno inverno, se le temperature non scendono troppo, sono buone le zone menzionate poc’anzi battendo tutti i posti dove la minutaglia sverna: i cavedani possono salire in superficie a ghermire la vostra esca.

Altre prede possibili potranno essere i persici reali, che durante le loro cacce mattutine assalgono la minutaglia assieme ai cavedani; possono rivelarsi così aggressivi da attaccare anche i minnows da 11 cm.

Concludo, dicendovi che con questo sistema dovrete altresì imparare a ferrare in modo fulmineo all’abbocco… è nomale all’inizio perdere molte abboccate per mancanza di reattività da parte vostra, anche dopo diverse uscite adoperando con perizia questa tecnica la percentuale di cavedani persi sull’abbocco sarà sempre di una certa rilevanza, a causa della capacità dei ciprinidi di risputare velocemente l’esca.

P.S. attenzione che nei paraggi non vi siano molti gabbiani anch’essi in caccia frenetica di pesciolini.. questo metodo è efficace persino nei loro confronti… fidatevi del sottoscritto che ha dovuto liberare alcune volte quei volatili che si sono lanciati con veemenza sull’esca, oppure togliere velocemente il minnows prima che venisse ghermito dall’incauto volatile!

il giusto recupero

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© Giorgio De Paoli – ultima modifica pubblicata: lunedì 03 luglio 2005, 23.56 (log server provider Consultingweb)

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